dott.

MARCO GABBRIELLI

specialista in

 

 CONVENZIONATA

 

cataratta

Il distacco della retina

Il Foro Maculare

La Retinopatia diabetica proliferante

I Neovasi sottoretinici

La membrana retinica premaculare

 


 

Il distacco della retina


 

E’ una raccolta di liquido sotto la retina, nella maggior parte dei casi provocata dallo sviluppo di una o più lacerazioni retiniche.

 



Perché operare un distacco di retina ?
 

Perché solo la chirurgia può ottenere un riaccollamento della retina. Il trattamento laser non è più possibile a questo stadio della malattia.

L’operazione per il distacco di retina
 

L’intervento viene effettuato con il paziente in posizione supina, in un ambiente sterile, utilizzando l’oftalmoscopio indiretto e/o il microscopio. E’ un atto chirurgico rilevante, poiché viene appianata la retina distaccata con l’uno o l’altro dei metodi sottodescritti associati diversamente secondo i casi:
 

  • chiusura della o delle lacerazioni retiniche mediante l’applicazione sulla parete esterna dell’occhio di piombaggi e/o cerchiaggi;

  • cicatrizzazione delle lacerazioni retiniche con l’applicazione di freddo (criocoagulazione), di caldo (fotocoagulazione laser).

    In alcuni casi è necessaria:
     

  • l’introduzione di gas nella cavità vitrea;

  • puntura evacuativa del liquido sottoretinico;

  • vitrectomia;

  • sostituzione del corpo vitreo con gas od olio di silicone;

  • estrazione del cristallino.

Durante l’operazione, il chirurgo può modificare per esigenze sopraggiunte il piano operatorio in presenza di tessuto di proliferazione epiretinico. La chirurgia già descritta non permette il ripristino dei fisiologici rapporti anatomici retinici. Necessita pertanto un ulteriore tipo di trattamento chirurgico che consiste nella rimozione del vitreo (vitrectomia) ed asportazione delle membrane di proliferazione.

  • Ospedalizzazione: è necessaria l’immobilizzazione del paziente durante l’intervento chirurgico. I termini di ricovero adatto al suo caso le saranno proposti dal suo oculista insieme all’anestesista.

  • Anestesia: L’intervento chirurgico può essere eseguito in anestesia locale o generale. La scelta dipende da molti fattori tra cui il tipo di patologia da cui lei è affetto, dalle sue condizioni generali e dal grado di collaborazione.
     

  • Complicanze intraoperatorie:
     

  • aumento della pressione oculare;

  • emorragia intraoculare;

  • incarceramento della retina nell’apertura sclerale dell’evacuativa;

  • perforazione o rottura della parete esterna dell’occhio;

  • lesione lenticolare con successiva opacizzazione del cristallino;

  • occlusione dell’arteria centrale della retina;

  • lacerazione/i della retina.

Evoluzione post-operatoria abituale

Nella gran maggioranza dei casi si ottiene una riapplicazione retinica. Il recupero della vista dipende dallo stato della retina prima dell’intervento, e non può essere giudicato che dopo qualche mese. La presenza di altre lesioni dell’occhio può limitare il recupero visivo.

La riuscita dell’intervento nel caso in cui del gas venga iniettato nell’occhio dipende dal mantenimento della testa in una certa posizione. Il gas viene riassorbito progressivamente durante le prime settimane dopo l’operazione. I viaggi in aereo temporaneamente sono controindicati. In caso di anestesia generale, qualunque sia la ragione, la presenza della bolla di gas nell’occhio va segnalata al medico anestesista. Un intervento chirurgico ulteriore è necessario per rimuovere l’olio di silicone dopo aver eseguito una vitrectomia.

In alcuni casi è possibile che si verifichi una recidiva del distacco di retina e sono necessarie una o più operazioni per ottenere un riaccollamento della retina.

Le cure locali si limitano all’instillazione di gocce, all’applicazione di una pomata e di una protezione oculare secondo le modalità e per un periodo che le saranno indicati dal suo oculista. A volte si può rendere necessaria la rimozione dei fili di sutura.

L ‘attività professionale, sportiva e la guida dell’auto sono sconsigliati per un periodo di tempo limitato che sarà definito dal suo oculista.

Le complicazioni dell’operazione del distacco retinico

 

Per quanto standardizzata e seguita da soddisfacenti risultati, l’operazione di distacco di retina non sfugge alla regola generale secondo la quale non esiste una chirurgia senza rischi. Non è dunque possibile al suo oculista garantire formalmente il successo dell’intervento.

Le complicazioni gravi del distacco retinico possono rendere necessario un secondo intervento e portare, nei casi estremi, ala perdita completa dell’occhio operato, se non addirittura alla perdita anatomica dell’occhio stesso. Si tratta di :

  • aumento grave della pressione intraoculare;

  • emorragie intraoculari;

  • formazione di nuove lacerazioni e proliferazioni vitreoretiniche con distacco retinico recidivato;

  • formazione di una membrana epiretinica maculare;

  • alterazioni trofiche della regione maculare;

  • intolleranza al materiale suturato sulla parete esterna dell’occhio;

  • infezione intraoculare;

  • atrofia del nervo ottico.

Altre complicazioni meno gravi sono la diplopia (vista sdoppiata) e la cataratta.

 

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Il Foro Maculare

è una perdita di sostanza della parte centrale della retina chiamata macula.

 

Perché operare un foro maculare ?

perché il foro può portare un calo progressivo dell’acutezza visiva, fino alla perdita dellla visione centrale ed a delle deformazioni. Tuttavia questa affezione non causa mai la cecità completa.

L’operazione di vitrectomia per foro maculare

l’intervento viene effettuato con il paziente in posizione supina, in un ambiente chirurgico sterile e con il microscopio. E’ un atto chirurgico maggiore, poichè il corpo vitreo viene tolto (vitrectomia). Preventivamente può essere necessario effettuare un cerchiaggio laser o applicare un cerchiaggio dall’esterno. In un secondo tempo con l’aiuto di microstrumenti, delle membrane possono venir elevate ed asportate dala superficie della retina. E’ anche possibile l’applicazione di sostanze particolari che possano favorire il riaccollamento dei margini del foro. Durante l’intervento può rendersi necessaria l’immissione di aria o gas nella cavità vitreale, la quale può anche essere lasciata nella suddetta cavità a fine intervento, come mezzo tamponante. Il gas o aria vengono eliminati progressivamente durante le prime settimane dall’operazione. I viaggi in aereo sono controindicati in presenza di gas intraoculare. In caso si debba essere sottoposti ad anestesia generale per altro motivo, la presenza di gas intraoculare deve essere segnalata all’anestesista. Il chirurgo può essere portato in qualsiasi momento a modificare il suo piano iniziale.

  • Ospedalizzazione : e’ necessaria una minima immobilizzazione di qualche ora. I termini di ricovero adatto al suo caso le saranno proposti dal suo oculista insieme all’anestesista.

  • Anestesia : l’occhio può essere reso insensibile ed immobile con iniezioni nelle sue vicinanze. E’ anche possibile una anestesia generale. La scelta viene fatta dal suo oculista e dal suo medico anestesista. Terranno conto se possibile delle sue richieste.

  • Incidenti o difficoltà durante l’intervento : sono rare o imprevedibili : ferite al cristallino, lacerazione/i retinica/he, distacco di retina.

Evoluzione postoperatoria abituale

Nella maggioranza dei casi impone al paziente di mantenere una posizione forzata nel periodo postoperatorio. Questa posizione deve essere mantenuta da 8 a 15 gg a seconda dei casi . In caso di dolori possono venir prescritti dei medicinali.

La presenza di altre lesioni può limitare il recupero della vista.


Le cure locali si limitano all’ instillazione di gocce, all’ applicazione di una pomata e di una protezione oculare secondo le modalità e per un periodo che le saranno indicati dal suo oculista.

Le complicazioni dell’intervento di vitrectomia per foro maculare

Nonostante sia generalmente seguita da buoni risultati, l’operazione di vitrectomia per foro maculare non sfugge alla regola generale secondo la quale nonesiste una chirurgia senza rischi. Non è dunque possibile al suo oculista garantire formalmente il successo dell’intervento.


Le complicazioni più gravi dell’intervento di vitrectomia per foro maculare sono molto rare. Esse possono rendere necessario un secondo intervento, e portare, nei casi più estremi, ala perdita completa della vista dell’occhio operato, se non addirittura alla perdita anatomica dell’occhio stesso. Si tratta di :

  • Lacerazione/i della retina e distacco della stessa che possono sopraggiungere dopo l’intervento e necessitano di un trattamento complementare con un secondo intervento chirurgico e/o laser.
     

  • Riduzione del campo visivo

  • Infezione oculare

    Altre alterazioni meno gravi, quali :

     

  • Cataratta

  • Aumento della pressione oculare

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Vitreotomia per retinopatia diabetica proliferante


La retinopatia diabetica proliferante

 



Perché operare la retinopatia diabetica proliferante?
 

Per togliere il sangue contenuto nel
gel vitreale. Per prevenire o curare un distacco della retina e/o un
glaucoma neovascolare.

L’operazione di vitrectomia per retinopatia diabetica proliferante

L’intervento viene effettuato in
posizione supina, in un ambiente chirurgico sterile e con il microscopio.
E’ un atto chirurgico maggiore, poiché il corpo vitreo viene
rimosso (vitrectomia). A seconda dei casi, la chirurgia sarà
associata a: coagulazione dei neovasi, sezionamento delle membrane di
proliferazione, laser endoculare, iniezioni intraoculari di tamponanti
(gas, olio di silicone), sutura di un materiale sintetico sulla parete
esterna dell’occhio.

Durante l’intervento, il chirurgo può in qualunque momento
essere portato a modificare il suo piano iniziale senza poter informare
il paziente.

  • Ospedalizzazione: l’immobilizzazione
    del paziente è necessaria durante l’intervento chirurgico.
    I termini di ricovero adatto al suo caso le saranno proposti dal suo
    oculista insieme all’anestesista in relazione alla gravità
    del quadro anatomico.

  • Anestesia: l’occhio può
    essere reso insensibile con iniezioni peribulbari e retrobulbari.
    E’ anche possibile un’anestesia generale. La scelta viene
    fatta dal suo oculista e dal medico anestesista che terranno conto
    il più possibile delle sue richieste.
     

  • Evoluzione post-operatoria abituale

    Nella grande maggioranza dei casi, la qualità della vista
    dipende dallo stato della retina prima dell’intervento, dalle
    eventuali manipolazioni tessutali durante l’intervento e dall’evoluzione
    post–operatoria. Un’emorragia intraoculare può persistere
    e recidivare. Uno o più interventi complementari sono a volte
    necessari; può essere necessario un trattamento laser post-operatorio.
    Il mantenimento prolungato della testa in una posizione prona è
    necessario in caso di presenza di gas intraoculare. I viaggi aerei
    sono controindicati temporaneamente in relazione alla persistenza
    di gas in camera vitrea. In caso di anestesia generale per un’altra
    patologia, la presenza di gas deve essere segnalata. In caso di iniezione
    di olio di silicone intraoculare, è normale un secondo intervento
    per la rimozione del tamponante stesso.
     

  • La presenza di altre lesioni dell’occhio
    può limitare il recupero della vista.
     

  • Le cure locali si limitano all’instillazione
    di gocce, all’applicazione di una pomata o di una protezione
    oculare secondo le modalità e per un periodo che le saranno
    indicati dal suo oculista. Può essere necessaria l’ablazione
    dei fili di sutura.
     

  • L’attività professionale,
    l’uso di macchine o di strumenti pericolosi, la guida dell’auto
    sono sconsigliati per un periodo di tempo limitato che sarà
    definito dall' oculista.

Le complicazioni dell’operazione
di vitrectomia per la retinopatia diabetica proliferante

L’operazione di vitrectomia per la retinopatia diabetica proliferante
non sfugge alla regola generale secondo la quale non esiste chirurgia
senza rischi. Non è dunque possibile al suo oculista garantire
formalmente il successo dell’intervento.

Le complicazioni più gravi dell’operazione di vitrectomia
per la retinopatia diabetica proliferante possono rendere necessario
un secondo intervento e portare, nei casi più estremi, alla perdita
completa della vista dell’occhio operato, se non addirittura alla
perdita anatomica dell’occhio stesso. Si tratta di:

  • Emorragia retinica e/o vitreale
     

  • Distacco della retina
     

  • Proliferazione vitreo retinica
     

  • Atrofia del nervo ottico
     

  • Glaucoma neovascolare
     

  • Infezione
     

Altre complicazioni meno gravi, quali:

  • Aumento della pressione intraoculare
     

  • Cataratta
     

  • Diplopia
     

  • Intolleranza al materiale utilizzato
     

  • Membrana premaculare
     

  • Maculopatia con alterazione dei pigmenti
    oculari
     

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Vitreotomia per ablazione dei neovasi sottoretinici


Al centro della retina si trova la macula che permette la percezione
degli oggetti in modo distinto e la lettura da vicino. A volte, dei
neovasi possono svilupparsi sotto la retina ed in particolare sotto
la macula.

Perché operare i neovasi sottoretinici ?

Perché i neovasi possono portare a sanguinamenti ed a delle retrazioni
cicatriziali con conseguente perdita dell’acutezza visiva. Allo
stato attuale delle conoscenze tali neovasi possono essere curati mediante
trattamento laser, radioterapico e chirurgia secondo la localizzazione
ed estensione degli stessi.

La chirurgia per rimuovere i neovasi sottoretinici

L’intervento viene effettuato con il paziente in posizione supina,
in un ambiente chirurgico sterile e con il microscopio. E’ un atto
chirurgico importante, che prevede la rimozione del corpo vitreo (vitrectomia)
e la rimozione dei neovasi con una pinza attraverso una piccola apertura
effettuata nella retina. In alcuni casi può essere difficoltoso
togliere i neovasi completamente, pena causare delle lesioni più
gravi alla retina sovrastante. Alla fine dell’intervento, una iniezione
di aria o gas permette di chiudere la piccola apertura nella retina
posteriore.

  • Ospedalizzazione : è
    necessaria una immobilizzazione del paziente. I termini di ricovero
    adatto al suo caso le saranno esposti dal suo oculista insieme all’anestesista.
     

  • Anestesia : L’intervento chirurgico può essere eseguito in anestesia locale o generale.
    La scelta dipende da molti fattori tra cui il tipo di patologia da
    cui lei è affetto, dalle sue condizioni generali e dal grado
    di collaborazione.
     

  • Incidenti o difficoltà durante
    l’intervento
    : possono comportare danni iatrogeni lenticolari,
    lacerazione retinica, distacco di retina, emorragie sottoretiniche.

Evoluzione post-operatoria abituale

 

Nella maggioranza dei casi l’incremento
della vista non potrà venire apprezzato che dopo il riassorbimento
del gas. La convalescenza impone al paziente una posizione con la testa
inclinata in avanti. Questa posizione deve essere tenuta per qualche
giorno. Il gas si riassorbe progressivamente. I viaggi in aereo temporaneamente
sono controindicati. In caso di anestesia generale, qualunque sia la
ragione, la presenza della bolla di gas nell’occhio va segnalata
al medico anestesista.

Come per le altre terapie di questa malattia, una recidiva dei neovasi
è possibile. La presenza di altre lesioni può limitare
il recupero della vista.

  • Un certo grado di irritazione oculare
    può accompagnare il riassorbimento dei fili di sutura per qualche
    settimana dopo l’intervento. Un’accentuazione momentanea
    delle difficoltà visive è normalmente avvertita come
    pure una lacrimazione.
     

  • Le cure locali si limitano all’instillazione
    di gocce, all’applicazione di una pomata e di una protezione
    oculare secondo le modalità e per un periodo che le saranno
    indicati dal suo oculista. A volte si può rendere necessaria
    la rimozione dei fili di sutura.

Le complicazioni dell’intervento
di rimozione neovasi sottoretinici

L’operazione di rimozione dei neovasi sottoretinici non sfugge
alla regola generale secondo la quale non esiste una chirurgia senza
rischi. Non è dunque possibile al suo oculista garantire formalmente
il successo dell’intervento.

Le complicazioni della rimozione dei neovasi sottoretinici possono rendere
necessario un secondo intervento, e portare, nei casi estremi, alla
perdita completa della vista dell’occhio operato, se non addirittura
alla perdita anatomica dell’occhio stesso. Si tratta di :

  • emorragie maculari
     

  • lacerazione/i della retina, distacco di retina
     

  • infezione, infiammazione
     

  • compromissione permanente della regione maculare

Altre complicazioni meno gravi quali:

  • sofferenza maculare
     

  • cataratta
     

  • aumento della pressione intraoculare.

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Vitreotomia per membrana premaculare

 


 


La membrana preretinica maculare
 

E' una membrana molto sottile che si
è sviluppata sulla superficie centrale della retina.

Perché operare la membrana premaculare ?
 

Perché questa membrana può determinare un calo progressivo dell’acutezza visiva centrale con aumento della deformazione visiva. Tuttavia questa affezione non causa mai la cecità completa.

L’operazione di vitrectomia per membrana premaculare
 

L’intervento viene effettuato con il paziente in posizione supina, in un ambiente chirurgico sterile, utilizzando il microscopio. E’ un atto chirurgico maggiore poiché il corpo vitreo viene rimosso (vitrectomia). Preventivamente può essere necessario effettuare un cerchiaggio laser o applicare un cerchiaggio dall’esterno. In un secondo tempo con l’aiuto di microstrumenti
la membrana viene clivata e distaccata dalla superficie della retina.
La difficoltà di questa asportazione non può essere valutata
perfettamente prima dell’operazione. Verrà valutata dal chirurgo durante l’intervento. Può capitare che non sia possibile asportare la membrana in toto, pena il rischio di causare lesioni più gravi alla retina. Il chirurgo può essere portato in qualunque momento a modificare il piano iniziale.

  • Ospedalizzazione : è necessaria l’immobilizzazione del paziente durante l’intervento chirurgico. I termini di ricovero adatto al suo caso le saranno esposti dal suo oculista insieme all’anestesista.
     

  • Anestesia : l’occhio può essere reso insensibile ed immobile con iniezioni peribulbari o retrobulbari.
    E’ anche possibile un’anestesia generale. La scelta viene fatta dal suo oculista e dal medico anestesista che terranno conto il più possibile delle sue richieste.
     

  • Incidenti o difficoltà durante
    l’intervento
    : possono essere lesioni iatrogene del cristallino,
    lacerazione/i della retina, distacco retinico.

Evoluzione post-operatoria abituale
 

Il primo risultato percepibile è la diminuzione, se non addirittura la scomparsa della deformazione visiva. Il recupero dell’acutezza visiva è progressivo e può essere incompleto. Le recidive sono rare. La presenza di altre lesioni può limitare il recupero visivo.

Le cure locali si limitano all’instillazione di gocce, all’applicazione di una pomata e di una protezione oculare secondo le modalità e per un periodo che le saranno indicati dal suo oculista. A volte si può rendere necessaria la rimozione dei fili di sutura.

L ‘attività professionale, sportiva e la guida dell’auto sono sconsigliati per un periodo di tempo limitato che sarà definito dal suo oculista.

Le complicazioni dell’operazione di vitrectomia per membrana premaculare

 

Per quanto standardizzata e seguita da soddisfacenti risultati, l’operazione vitrectomia per membrana premaculare non sfugge alla regola generale secondo la quale non esiste una chirurgia senza rischi. Non è dunque possibile al suo oculista garantire formalmente il successo dell’intervento. Le complicazioni dell’operazione di vitrectomia per membrana premaculare possono rendere necessario un secondo intervento e portare, nei casi estremi, alla perdita completa dell’occhio operato, se non addirittura alla
perdita anatomica dell’occhio stesso. Si tratta di:

  • lacerazione/i della retina, distacco retinico che possono sopraggiungere dopo l’intervento e che necessitano di un trattamento complementare con un secondo intervento chirurgico e/o laser;
     

  • infezione oculare
     

  • alterazioni della macula

Altre complicazioni meno gravi, quali:

  • cataratta (complicazione piuttosto frequente);
     

  • abbassamento parziale della palpebra superiore;
     

  • percezione mosche volanti;
     

  • diplopia (visione doppia).

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